domenica 31 ottobre 2021

Labile autunno

Caldo, colorato autunno. Volevo dedicare qualche pensiero strutturato ai fatti politici di questi ultimi mesi, alla radicalizzazione sempre più lacerante riguardo alla campagna vaccinale, ai risultati delle elezioni amministrative che premiano la mia parte politica in un contesto di astensione record, altre questioni importanti.

Ma mi limito all'immagine che ha colpito più di tutte: le risate e le urla dell’aula del Senato, l'esultanza da stadio per l’approvazione della richiesta di «non passaggio all’esame degli articoli» che di fatto boccia il disegno di legge Zan in materie di discriminazioni. Amo, rispetto profondamente la politica, a tutti i livelli, nel mio piccolo cerco di aiutare mettendo il massimo impegno soprattutto nella mediazione. Ma le immagini del Senato che festeggia per aver cancellato la legge e le piazze italiane piene di persone deluse ma decise raccontano di una distanza siderale tra la politica e il mondo, soprattutto con la vita delle persone che di "tagliola", voti segreti e calcoli per il Quirinale capiscono sempre meno. 

28 ottobre, 💡 la sera dopo il voto sul DDL Zan

Non so se il DDL Zan fosse la migliore delle leggi. Non so se ci siano stati errori di “tattica parlamentare”. Gli equilibri politici, che sono cosa importante, in questo caso hanno prevalso su dei diritti che l’Italia aspetta da quasi trent’anni, e anche Vicenza ha dato il suo triste contributo in aula consiliare

Un larghissimo riscontro nel Paese, anche mediatico, non è stato sufficiente, e questo fa riflettere. Il risultato finale è che due fazioni opposte si arroccano sulle loro posizioni di partenza, nascondendosi dietro a un voto segreto, annullando - urlando con una gioia irrazionale, violenta - la disponibilità a trattare e lasciando scoperta una questione di primaria importanza. 

Vicenza, Parco Fornaci, Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia

Mi ha colpito l'iniziativa di piantare un ciliegio a Parco Fornaci. Succede con molta semplicità da qualche anno. Oggi di questi ciliegi rimane quasi nulla. Tutti i rami sono stati spezzati e qualcuno ha rubato persino i pali di sostegno. La targa è stata divelta più volte. 

Le persone che hanno acceso le luci nelle piazze italiane hanno detto: "il Paese è più avanti", denunciando un tempo diverso con i propri rappresentanti, ma soprattutto uno smarrimento, incredulità.  

Di tempo, della sua ciclicità leggibile nella posizione del sole e nell’andare delle stagioni, abbiamo parlato a scuola facendo una gita all'aperto in Altopiano. Mi è sembrato così strano dopo questi due anni di restrizioni che ancora ci impegnano, ci chiamano all'impegno. Andare in montagna e cercare le tracce della società contadina, di un tempo che si incrocia anch'esso a fatica con la Storia. Abbiamo letto Le Stagioni di Giacomo, la storia di una comunità sull'Altopiano, di una famiglia di "recuperanti" che nei segni delle guerre passate intravede i problemi delle stagioni future.

Lezione all'aperto

"A Matteo e ai suoi compaesani faceva una certa emozione camminare per queste montagne delle quali tanto avevamo sentito parlare. Se i nostri monti, l’Ortigara, lo Zebio, le Melette, erano familiari, questi, lontani e così rocciosi e pieni di neve anche d’estate, avevano un che di misterioso, di tragico." 

Le passeggiate dell'autunno sono davvero "emozionanti" e restituiscono senso di famiglia. Il grande poeta veneto Diego Valeri definisce l'autunno "labile", con i tramonti, le figure solitarie e dimesse, il generale senso di tristezza e malinconia, il ricordo dell’infanzia nell'attesa di quella foglia che, qui, cade inesorabile alla fine della poesia. 

Labile autunno: la foglia sospesa

al ramo nudo, mortalmente pallida;

la nuvola distesa,

bianca sopra l’azzurro; i fiori gialli…

Appena mosso, il vento è come voce

d’acqua che lenta vada alla perduta

sua foce.

Labile autunno: la foglia è caduta.

Tramonto autunnale sulla Val Liona




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