venerdì 24 agosto 2012

Una lettera ma senza busta


Questa è una lettera che ho in testa già da un pò. 

La cosa che mi fa ridere è che non so a chi mandarla, di specifico. Ma non è vero dai, perchè in realtà lo so. E sempre in realtà penso di avere troppa paura (paura quella buona però, quella delle bugie che racconti a volte, a fin di bene,) per ammettere che i miei destinatari hanno delle facce - importanti - 

intime veramente, intimissime.

La mia amica P. mi sgrida perchè non ho mai mandato lettere per posta prima d'ora.  

P., è vero, non sono proprio capace. Anche questa, non ha titolo, nè destinatario, nè oggetto.


Rimango convinto che certe cose sia sbagliato scriverle, non è giusto per l'importanza di quella cosa in sè, di quel pensiero che vive di quel momento lí, però, cazzo! Io lo scrivo lo stesso. Studiare le parole, combinarle un minimo fra loro e vedere cosa ne nasce, è (un pò) il mio lavoro. Solo un pò, ma è vero, e ne sono orgoglioso.


Ho deciso di dirti, di dirvi, che tocca a me! Sí sí, lo giuro- ho preso il biglietto -e ho aspettato il mio numero davanti al bancone. Ho preso il biglietto con calma, non ho barato, solo che, mentre cercavo dov'era nascosta la macchina che distribuisce i biglietti per la fila, lí i clienti abituali, che già conoscevano come funziona, mi sono passati davanti. E vabbè pazienza, alla fine eccomi qua, col biglietto in mano.


Mi viene anche forte da dirti che mi dispiace. Perchè quando lo dici a qualcuno poi quell'altro si sente obbligato anche lui a dirtelo, non è vero? Ecco, è bello quando te lo dicono.   *provare gratitudine senza ricordarsi di che


Senti, il punto è che mi dispiace veramente, ma lí al mercato non ti vedo. Eppure vorrei cosi tanto vedervi- cappellino verde con lupo giallo, sciarpa bianca e rossa, spriz arancione fortissimo come la mia nuova camera: i miei colori e le mie cose. E invece no, penso solo e in continuazione all'ordinazione da fare, che di solito ti viene detta da casa, ma che poi la dimentichi, e cerchi di prendere qualcosa di simile. 

Oppure è una cosa diversa, proprio



un pò di tè

  

lunedì 11 giugno 2012

sabato 12 maggio 2012

C'è quel giorno in un anno


che sai che in quel giorno è passato un anno, dall'anno prima.
è rituale si, una cosa che c'è e che non può non esserci.
Ha sempre avuto una certa importanza, ma non tanto per l'evento in sè.

è solamente un giorno in cui mi trovo a giocare a calcio con tutti gli scout.
A maggio.

Ripensandoci, sembra una cosetta abbastanza triste, non è vero?
Cioè avere questo momento, che è sempre lo stesso tutti gli anni, 
con più o meno le stesse facce e le stesse cose, aspettarlo cosi.

Ecco si le facce. Mi scuso con loro, 
 innanzi tutto per i due-tre minuti abbondanti che ho speso per capire se ci andasse la "i" o meno. Ci sono le facce di sempre in questo giorno, facce nuove, facce vecchie, facce importanti tutte, alcune non sanno nemmeno di esserlo.


Alcune facce non le vedo da un pò ma me le immagino proprio, le vedo dietro le reti come. avete presente? Ecco si, che tifano, chiacchierano, bevono qualcosa, poi me la offrono, di solito ho una gran sete. Insomma ci sono sempre state, magari quest'anno mancano, o passano di sfuggita,  
ma so che sarebbero venute,e volentieri anche, mi dico. Anzi lo so.
Insomma è sempre un gran giorno in cui sono proprio pronto. Si direi pronto.

Anche se quest'anno mi viene da pensare che forse è l'ultimo giorno in cui dirò: è passato un anno dall'anno prima.  Sono felice uguale, sereno e un poco abbronzato. Sono curioso di andare al campo da calcio e vedere cosa succede,
muoio dalla voglia di guardare bene (bene) bene tutte le facce: belle, tristi, prime arrivate, reali, brutte, immaginarie, ultime, prime, ripartite, in partenza.       
E poi basta però cazzo! 

Poi devo fare goal.


(l'oasi di roma)


domenica 15 aprile 2012

Goal



Perchè mi viene tanto da parlare di questo giocatore di calcio? 
Non lo conoscevo affatto. Ok, va bene, hai ragione,
 moltissime disgrazie come questa, 
tutti i giorni, ogni momento, sempre, 
e capitano a persone meno famose, nella vita reale.

C'è qualcosa nel giocare a calcio che rende speciale chiunque,
secondo me è cosi, che sia allo stadio o al campetto,
 e io veramente non riesco a spiegarmelo come sia possibile.

Ho sempre pensato, da piccolo (e ancora oggi!) che chi può giocare con quella maglietta bianco e rossa deve essere per forza una super-persona.Uno dei buoni. Ecco lui è dei buoni, e con la maglia sua numero 25 ,
che adesso è solo sua.

domenica 12 febbraio 2012

A due passi dalle Zattere



Resta una piccola lapide.
Si affaccia su San Sebastiano.

Ho scoperto che sono parole prese da una lettera, l'ultima, per un suo amico.
Anche lui pittore.

da Venezia ho ricevuto gli insegnamenti più preziosi nella vita;
da Venezia sembra di uscirmene adesso come accresciuto dopo un lavoro. 
Venezia, la testa di Medusa dagli infiniti serpenti azzurri 
occhio glauco immenso in cui l'anima si perde e si esalta


San Sebastiano + Modì + ghiaccio.

è bellissimo!

lunedì 30 gennaio 2012

L'agenda



Ho un'agenda per quest'anno nuovo, duemilaedodici.
Non è la prima volta che inizio un'agenda. 
Succede sempre cosi: ne trovo una che mi attrae particolarmente 
(mi piacciono quelle serie, da persone importanti, copertina scura), 
la compro.

La prima settimana è fantastica! 
Scrivo ogni cosa, ogni impegno, con tanto di ore precise. 
Poi scrivo appuntamenti futuri, le date di qualche concerto, un compleanno.
Restano comunque tantissimi spazi bianchi.
Allora riempio le note di fine giornata,
con qualsiasi pensiero mi passi per la testa.
Rileggo, c'è da vergognarsi molto. 

E allora, puntualmente all'altezza del venti di gennaio, la mia agenda finisce.
Il più delle volte, 
diventa un quaderno dove mio papà spiega matematica a mia sorella.

Meglio cosi. 
Mi sono fermato molte volte cercando di annotarmi qualcosa. 
Non si può scrivere giù tutto. 
Sembra cosi ovvio vero? Però non lo è, non è cosi. 
Bisognerebbe dirlo forte in giro, che non si può scrivere tutto.
Una volta mi hanno detto di segnarmi che l'universo è infinito. 
Infinito! E la bellezza di un tempo infinito è che non può mai finire. In-finito.
Cioè un sacco di cose, tantissime, infinite possibilità, tempi, eventi, che se vuoi puoi segnare su un'agenda. Ho deciso che proprio non mi serve un'agenda.




Ho fatto una lista però. L'elenco delle cose da fare. 
Ve lo posso giurare, esiste. Un foglio protocollo, a righe.
Sono tantissime cose. Non lo farò leggere a nessuno , mai. 
Lo terrò per me.

Fra non molto tempo, sono sicuro, comincerò già a tirare delle righe.
Soprattutto, stavolta, spazi bianchi basta più.

martedì 17 gennaio 2012

trovatori di sentieri


C'erano impresse sulla sabbia delle orme;
Una di seguito all'altra che, provenendo dalla riva, 
continuavano verso un ammasso intricato di canne e alghe secche.


Inutile dire che tutti e due si misero subito a seguire queste tracce.



"Già! Questo è chiaro come un lampo d'estate!" 
ripetè Mowgli.
Ed entrambi presero il trotto rapido ed oscillante, 
caratteristico di chi segue una pista,
seguendo le impronte di quei piedi nudi.