domenica 15 aprile 2012

Goal



Perchè mi viene tanto da parlare di questo giocatore di calcio? 
Non lo conoscevo affatto. Ok, va bene, hai ragione,
 moltissime disgrazie come questa, 
tutti i giorni, ogni momento, sempre, 
e capitano a persone meno famose, nella vita reale.

C'è qualcosa nel giocare a calcio che rende speciale chiunque,
secondo me è cosi, che sia allo stadio o al campetto,
 e io veramente non riesco a spiegarmelo come sia possibile.

Ho sempre pensato, da piccolo (e ancora oggi!) che chi può giocare con quella maglietta bianco e rossa deve essere per forza una super-persona.Uno dei buoni. Ecco lui è dei buoni, e con la maglia sua numero 25 ,
che adesso è solo sua.

domenica 12 febbraio 2012

A due passi dalle Zattere



Resta una piccola lapide.
Si affaccia su San Sebastiano.

Ho scoperto che sono parole prese da una lettera, l'ultima, per un suo amico.
Anche lui pittore.

da Venezia ho ricevuto gli insegnamenti più preziosi nella vita;
da Venezia sembra di uscirmene adesso come accresciuto dopo un lavoro. 
Venezia, la testa di Medusa dagli infiniti serpenti azzurri 
occhio glauco immenso in cui l'anima si perde e si esalta


San Sebastiano + Modì + ghiaccio.

è bellissimo!

lunedì 30 gennaio 2012

L'agenda



Ho un'agenda per quest'anno nuovo, duemilaedodici.
Non è la prima volta che inizio un'agenda. 
Succede sempre cosi: ne trovo una che mi attrae particolarmente 
(mi piacciono quelle serie, da persone importanti, copertina scura), 
la compro.

La prima settimana è fantastica! 
Scrivo ogni cosa, ogni impegno, con tanto di ore precise. 
Poi scrivo appuntamenti futuri, le date di qualche concerto, un compleanno.
Restano comunque tantissimi spazi bianchi.
Allora riempio le note di fine giornata,
con qualsiasi pensiero mi passi per la testa.
Rileggo, c'è da vergognarsi molto. 

E allora, puntualmente all'altezza del venti di gennaio, la mia agenda finisce.
Il più delle volte, 
diventa un quaderno dove mio papà spiega matematica a mia sorella.

Meglio cosi. 
Mi sono fermato molte volte cercando di annotarmi qualcosa. 
Non si può scrivere giù tutto. 
Sembra cosi ovvio vero? Però non lo è, non è cosi. 
Bisognerebbe dirlo forte in giro, che non si può scrivere tutto.
Una volta mi hanno detto di segnarmi che l'universo è infinito. 
Infinito! E la bellezza di un tempo infinito è che non può mai finire. In-finito.
Cioè un sacco di cose, tantissime, infinite possibilità, tempi, eventi, che se vuoi puoi segnare su un'agenda. Ho deciso che proprio non mi serve un'agenda.




Ho fatto una lista però. L'elenco delle cose da fare. 
Ve lo posso giurare, esiste. Un foglio protocollo, a righe.
Sono tantissime cose. Non lo farò leggere a nessuno , mai. 
Lo terrò per me.

Fra non molto tempo, sono sicuro, comincerò già a tirare delle righe.
Soprattutto, stavolta, spazi bianchi basta più.

martedì 17 gennaio 2012

trovatori di sentieri


C'erano impresse sulla sabbia delle orme;
Una di seguito all'altra che, provenendo dalla riva, 
continuavano verso un ammasso intricato di canne e alghe secche.


Inutile dire che tutti e due si misero subito a seguire queste tracce.



"Già! Questo è chiaro come un lampo d'estate!" 
ripetè Mowgli.
Ed entrambi presero il trotto rapido ed oscillante, 
caratteristico di chi segue una pista,
seguendo le impronte di quei piedi nudi.





lunedì 16 gennaio 2012

Passo 2. Concerto


Si lamentano tanto i signori di grandi e piccole città, dei volumi dei concerti.
La musica ad alto volume è una cosa brutta? 
Deve essere contenuta, avere dei limiti quantificabili, 
deve essere "di sottofondo".



Ci sono diversi tipi di concerti. 
Quelli con la chitarra acustica e la fisarmonica mi piacciono molto. 
Spesso parlano di situazioni allegre e divertenti, a volte si grida perchè si ha voglia di impegno e di passione. Ho ballato un gruppo che viene dai monti Berici e canta in dialetto. Ballare ai concerti è una cosa bellissima. Viene spontaneo anche per chi ha sempre pensato che si sarebbe fermato a guardare, che arrivare per osservare la scena bastava. Si è tutti ugualmente ridicoli davanti a qualcuno che canta. Io vorrei dire grazie al cantante. Segretamente vorrei prendere il microfono e cantare anche io. 
A volte non sai nemmeno cosa o chi sta suonando, ma torni a casa contento facendo attenzione a non pestare le linee dei marciapiedi. 
Voglio muovermi meglio quando c'è della musica.

Seguo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo 

E i bar che passan le canzoni 

Sono tranquillo. la pioggia poi fa posto al tempo bello 
Così è da sempre e sempre resterà 
E tutto cambia e tutto cambierà, ancora 
Dov’è finito il mio stupore oh? 



Poi c'è il concerto quello grande, che aspetti da tanto, che poi metti il biglietto da qualche parte insieme ai ricordi belli e alle foto. I grandi concerti dove le luci hanno mille colori e la musica è cosi alta che quando esci ti fischiano le orecchie, e sai che è giusto cosi, perchè le parole della canzoni si fanno strada in ogni modo e ti lasciano solo e felice. Felice!
La musica ha ragione sempre. Io sono un grande musicista. 

giovedì 29 dicembre 2011

Passo 1. Accettazione



E' inutile sai, 
il male che fa 
il peso di un bacio. 
L'hai dato soltanto 
perchè eri da solo. 



Impongo a me stesso di fermarmi, respirare forte, e provare a ricostruire le tappe di quello che sto provando. Non ho un fine particolare, se non quello di dare il giusto riconoscimento e il giusto peso a un'amore grande, di cui non mi pento. Rifarei le stesse scelte all'infinito pur sapendo quanto male fa, alla fine. Non riesco ancora a credere, o accettare. La mossa iniziale  è provare ad elencare le reazioni del mio corpo a questa cosa. In tv e nei film si dice sempre che è il primo passo per andare oltre. Mi sforzo di non fare un elenco di sole cose brutte, perchè non sono cosi, io. Sono sempre stato un grande fan dei lieto fini. Del resto, "sorridono e cantano anche nelle difficoltà" è l'unico punto della legge scout che ho fatto mio tutti i giorni.

La colpa dov'è?
qua intorno non c'è
sai dirmi tu dov'è?

In un giorno che piove 
Un giorno che tu
ti senti inutile
Coriandoli a Natale
E magari ancora
troppo stanco per ricominciare



La prima emozione che posso ricordare è il dolore. Intenso per larghe parti della giornata, diventa straziante la sera, prima di dormire. Dormire resta un problema in generale. Ho constatato che anche fisicamente il dolore si concentra nel cuore. Non so quanto scientifica sia la cosa. Non riesco a mangiare molto, il che è un bene. Non riesco a studiare o a pensare, il che è un male. Però riesco a giocare bene a calcio, direi decentemente. 
C'è solo la palla e da fare goal.

E' semplice ma.. 
ma non dire che 
la vita ti prende 
soltanto alle spalle. 
Ti ha preso in un giorno in cui ti senti inutile.
Coriandoli a Natale

Anche la seconda emozione non è bella. È l'autocommiserazione.Il pianto ne è la reazione più conseguente. Non penso di meritarmi questo, è la frase che mi dico di più nella giornata. Piango spesso, in vari momenti, ma non è vero che dopo ti senti meglio, sono stronzate.  
A volte mi sento di essere stato sciocco o ingenuo. 
Ma poi mi passa perchè non è vero.

Riesco a individuare anche abbastanza reazioni positive. Prima di tutto, le canzoni. C'è qualcosa di magico negli effetti che la musica fa alle persone. Ascoltare i Subsonica a tutto volume riesce a darmi sollievo.  
I miei amici mi hanno regalato i biglietti per i Subsonica. Non ho detto a nessuno che mi sento  affondare perchè lo sapevano già. Mi fanno ridere per cose stupide ed è una stupidità che apprezzo infinitamente.

E' inutile sai 
vorrei ma non puoi 
toccarmi nel cuore 
entrarmi negli occhi 
Ti ha preso in un giorno in cui ti senti inutile. 
Coriandoli a Natale 


La paura è il sentimento che mi ha spinto a scrivere. Non sono da solo e si può batterla ma al momento vince lei. 
I lupetti dicono, del mio meglio. Voglio vincere!


Ma scommetto che poi
tu te ne andrai
tu te ne andrai



colonna sonora: "Coriandoli a natale" - Subsonica

venerdì 23 dicembre 2011

Non c'è un "adesso", qui.

Daniel Widmore: La prima volta che ho visto quella donna ero in quel museo, qualche settimana fa. Lei lavora qui, era in pausa pranzo. Mangiava una tavoletta di cioccolato. Ha due incredibili occhi blu, capelli rossi. Nell'istante in cui l'ho vista, in quel preciso momento, è stato come... come se l'avessi sempre amata. Ed è successa una cosa strana: quella stessa sera sono andato a dormire e al risveglio ho scritto questo.
Desmond[leggendo] spazio reale... tempo immaginario...
Daniel Widmore: Io sono un musicista, non ne avevo idea. Così l'ho portato ad un mio amico all'università -è un matematico- e ha detto che è meccanica quantistica. Perché queste equazioni sono così complesse che solo una persona che ha studiato fisica tutta la vita le può avere scritte.
Desmond: E che significano?
Daniel Widmore: Poniamo che stia per succedere qualcosa di terribile, di catastrofico, e che l'unico modo per impedirlo sia liberare una gigantesca quantità di energia, come quella di una bomba nucleare.
Desmond: Vuole far esplodere una bomba nucleare?
Daniel Widmore: Mi ascolti. Se questo, tutto quello che ci circonda, se la vita che ci aspetta non fosse questa? Se la nostra vera vita fosse un'altra e per qualche ragione avessimo cambiato le cose? Non voglio far esplodere una bomba nucleare. Ma credo di averlo già fatto.
Desmond: Non capisco perché tutto questo centri con me.
Daniel Widmore: Perché stava chiedendo a mia madre di una certa Penny? È successo anche a lei vero? L'ha provato.
Desmond: Io non so che cosa ho provato.
Daniel Widmore: E invece lo sa. Ha provato l'amore.
Desmond: È impossibile perché io non so nulla di questa persona. Non so dove sia, non so nemmeno se esista. Lei... è solo un'idea.
Daniel Widmore: No, signor Hume. È la mia sorellastra.



George: "Se c'è altro che posso fare per lei, signor Hume, sono qui apposta."

Desmond: "In realtà ci sarebbe una cosa, George. Vorrei la lista passeggeri del mio volo da Sidney. L'Oceanic 815. Solo i nomi dei passeggeri."

George: "Certo, signore. Posso chiederle perché ne ha bisogno?"





Desmond: C'è una cosa che devono vedere.



Lost,  6X10 "e vissero felici e contenti"

mercoledì 30 novembre 2011

Volo sulla mia città con la bicicletta




Mi piace molto, Vicenza.




Si ha sempre l'impressione che sia una cosa da non dire ad alta voce.




Credo comunque di averla vista quasi tutta, Vicenza. Questo mi rende sorprendentemente felice quando succedono cose nuove, ma soprattutto quando noto delle zone o entro in dei posti in cui non ero mai stato. Per qualche motivo mi sento molto realizzato quando so spiegare una strada o una scorciatoia a qualcuno. Penso che sia una bella città da girare in bicicletta, magari con della musica. Tornando dalla stazione, guardo i Giardini Salvi con la gente che corre, attraverso Corso Palladio e là, dove c'è la palla di cannone napoleonica incastrata nel muro, svolto per il mio vecchio Liceo, con il suo portico stupendo, e penso a quella biblioteca nuova in cui avrei volentieri studiato. Poi arrivo a Ponte Pusterla, dove si vedono i mulini di una volta che marciscono sotto uno studio di architetti, e dove si siedono i ragazzi su degli argini che probabilmente hanno sporcato con gli spray. Faccio ogni giorno questa strada perchè mi piace.




Quando sono allo stadio mi piace che dalla curva si veda la cupola del Palladio e la torre Bissara. Mi piace l'atmosfera che c'è prima di una partita, soprattutto di sera, perchè i fari si vedono fin da Piazza Matteotti, ed è bello arrivare insieme ai vecchi col cuscinetto biancorosso che si chiedono se vinciamo stavolta.




Mi piace bere lo spriz al bar Astra, anche se non ci vado spesso. Mi piace perchè hanno una lavagna con indicati diversi tipi di vino, e perchè, una volta, quel quartiere era un porto. Mi piace bere lo spriz in generale, penso sia un bel momento della giornata.




Mi piace quando nelle feste di quartiere si chiudono le strade, perchè nelle giornate ecologiche ci sono sempre troppi permessi e in realtà passano le macchine. Vicenza è bellissima poi quando nevica, ma è anche una città ideale per dormire. Sicuramente non è una città invadente.


Mi dà gioia pensare che ogni quartiere ha un suo gruppo scout, ognuno con un suo fazzolettone.




Voglio vedere il mondo e solo poi tornare nella mia città.